Prendere la renna per le corna

Pubblicato: 5 dicembre 2011 in Eco-logica

A cura di Marco Antonino

Buongiorno a tutti, anche se ancora lontano, Natale incomincia a delinearsi all’orizzonte. E con lui arriverà la solita corsa ai regali. E quale regalo più bello di un bel cucciolo per allietare l’atmosfera di festa? Solo che poi il cucciolo resta, cresce, rosicchia i mobili, sporca, fa rumore e richiede attenzioni. Forse molte di più di quelle si credevano necessarie. E allora incominciano i problemi.

Come avrete capito questo è il solito noioso e banale articolo che vi mette in guardia sul prendere un animale domestico. Probabilmente non è il primo che leggete, ma spero di poter così aiutare qualcuno nel fare questa scelta magari con maggiore consapevolezza.

L’arrivo di un animale in casa è un po’ come l’arrivo di un bambino, certo con le dovute differenze. Vi prego comunque di non sottovalutarlo.

Ecco dunque alcuni consigli per aiutarvi nella scelta.

Prima di tutto dovete considerare l’ampiezza della vostra casa, che sarà l’ambiente in cui vivrà il vostro animale domestico. Vien da se che se vivete in alloggio, evitate di prendere cani di taglia grossa che potrebbero risentire di spazi troppo piccoli. Se la vostra scelta è orientata su cani di razza, fate una breve ricerca su internet e capirete quali sono quelli che amano gli spazi aperti e quindi poco adatti agli appartamenti, per esempio tutti i cani usualmente utilizzati per la caccia o gli husky.

Un’altra cosa da tenere in considerazione, è il tempo che potete dedicargli. Come è ovvio, molti di noi passano la maggior parte della giornata fuori per lavoro o studio, e questo potrebbe condizionare in modo negativo il comportamento dell’animale. Specialmente se cucciolo, potrebbe sfogare la sua noia sugli innocenti e inermi mobili di casa. Dunque se dovete passare parecchie ore fuori di casa, forse l’idea migliore sarebbe un gatto, meno bisognoso di attenzioni, anche se questo non vuol dire che si possa abbandonarlo a se stesso.

Passiamo al capitolo bambini. Spesso sono proprio loro a volere un cucciolo e vi assicuro che è un ottimo compagno di giochi. Forse un po’ rude, ma nulla che non si possa sopportare. C’è da dire che se i bimbi amano giocare con gli animali, raramente sono in grado di occuparsi delle loro necessità, quindi dovranno essere i genitori a doversene prendere carico.

Infine, se volete prendere un cane o un gatto, un salto in canile ve lo consiglio sempre; probabilmente non ci sarà un bellissimo cucciolo ad aspettarvi, ma il vantaggio di prendere un animale in canile è quello di poterlo conoscere prima della scelta, e trovare quello con l’indole più adatta alla vostra condizione.

Un saluto a tutti, spero di non avervi annoiato troppo e esservi stato d’aiuto.

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99 posse…..ripetutamente!

Pubblicato: 24 ottobre 2011 in Canta che ti passa!

A cura di Angela Lombardo

Cattivi guagliuni è l’album del ritorno sulle scene della 99Posse, album che è uscito il 25 ottobre 2011, ed è disponibile anche su iTunes (http://itunes.apple.com/it/album/cattivi-guagliuni/id469251543)

A fine novembre partirà invece il tour, di cui sono stati già annunciati i primi quattro appuntamenti imperdibili: 27 novembre a Bari (New Demodé), il 2 dicembre a Roma (Orion), il 3 a Bologna (Estragon) ed il 5 a Milano (Alcatraz).
Tornano quindi dieci anni dopo il loro ultimo album, con l’album “Cattivi Guagliuni”.

Com’è noto, sono stati anni complicati, per il mondo intero e naturalmente anche per la band napoletana, dichiarata ufficialmente sciolta nel 2005 e riformatasi nel 2009.

In questi anni i vari componenti del gruppo hanno continuato a produrre musica e idee – Marco Messina con vari progetti e produzioni, tra cui Resinainsieme ai Retina.it e Nouscon Meg, Massimo Jovine impegnato col fratello Valerio nell’omonima band, ‘O Zulù impegnato nel progetto Al Mukawama – ma nulla a nome 99 Posse.

La loro è una voce unica in Italia, lucida, radicale e underground, nata nella culla del primo rap italiano ma che oggi spicca per la singolarità del punto di vista. Il loro linguaggio, sempre molto acceso, suona persino più affilato e diretto di prima, certamente più maturo. Le tematiche restano le stesse: l’ingiustizia, la repressione la libertà; temi che sono forse persino più attuali oggi di allora e certamente più urgenti.

Il suono di “Cattivi Guagliuni” segna una sorta di ritorno alle origini e ripropone l’efficacissima miscela di generi che caratterizza la band fin dal primo album, naturalmente aggiornata a oggi.

Si va dall’R’n’B tinteggiato di Reggae della title track ai suoni “Nu Disco di Confusione totale” e “Penso che non me ne andrò” fino all’Hardcore Punk di “La Paranza di San Precario”, restano comunque dei punti fermi, innanzitutto il Raggamuffin  e l’Hip hop .

Anche i testi confermano e rinnovano la tipica miscela di attivismo, dissacrazione e alta temperatura emotiva degli esordi e ce n’è per tutti, a destra come a sinistra (farà discutere lo short Yes Weekend, con le voci campionate di Bersani, Franceschini e Finocchiaro).

Naturalmente si parla di attivismo, dell’Italia di oggi  e della vita, ma senza tralasciare il consueto humor dei 99 Posse, come in “Tarantelle pè campà” in collaborazione con Caparezza.

Tra i picchi emotivi troviamo “Resto Umano”, dedicata a (e con la voce di) Vittorio Arrigoni, giornalista e attivista italiano ucciso ad aprile scorso nella striscia di Gaza.

A cura dei ragazzi della 5^ A Programmatori

Ciao Pino,

siamo i tuoi amici, i tuoi nuovi amici.

Siamo qui a scriverti questa lettera dopo l’incontro che abbiamo fatto a San Sebastiano il 12 ottobre 2011 perché avremmo voluto dirti la nostra, avremmo voluto farti sapere cosa ne pensavamo e provare a confrontarci con te, ma visto il nostro stato d’animo non ci siamo riusciti.

È stato difficile per noi darti immediatamente un riscontro, per noi che quella realtà la conoscevamo solo “per sentito dire”, e invece lì con un grande esempio come te, davanti, ci è sembrata quasi di viverla in prima persona.

 

Ci hai fatto commuovere ma ci hai fatto anche arrabbiare. Ci hai fatto arrabbiare contro una società che come dici tu non apprezza la normalità.

Sì Pino, perché ci teniamo a farti sapere che tu per noi sei “normale” ed il nostro silenzio è stato anche un segno di ammirazione per il tuo coraggio.

Grazie anche alla tua testimonianza ci hai fatto capire che ognuno di noi può fare la differenza.

Tu hai messo in gioco la tua vita, ti sei fatto mettere in croce per difendere i valori che il tuo papà ti ha insegnato e che in questa società sono da sempre stati rari.

Caro Pino, noi ti diciamo che dall’alto di quella croce oggi puoi osservare la realtà, puoi diffondere la verità urlandola ad alta voce; sei stato capace di organizzare il tuo coraggio e hai fatto sì che noi ci sentissimo parte di questa organizzazione, anche se sappiamo di essere solo una piccola scheggia di legno di quella forte croce che ti sostiene.

Oggi il tuo impero non è più fatto di cantieri , macchine e fama ma è fatto di coraggio, forza di volontà, testardaggine, amicizia, amore e altri grandi valori di cui non riusciamo a trovare un nome.

Come dici tu, diffondendo la tua storia di coraggio e legalità, ogni persona che ti ascolta è capace di allungare la tua vita di un giorno.

Beh Pino, sappi che da ieri hai almeno vent’anni in più di vita perché anche noi siamo Amici di Pino Masciari e diffonderemo con orgoglio la tua storia.

f.to Gli studenti della classe 5^A  dell’Istituto Settimo Torinese I.I.S. “8 marzo”

Born in the USA

Pubblicato: 17 ottobre 2011 in Eco-logica

 A cura di Marco Antonino

Lo scorso mese abbiamo parlato di alimentazione, soffermandoci soprattutto sui prodotti di origine animale. Questa volta vorrei invece parlare di frutta e verdura.

Lo spunto è nato banalmente da un sacchetto di noci californiane, almeno così era scritto sull’etichetta della busta, presente a casa mia. Controllando meglio effettivamente quelle noci sono state coltivate e raccolte negli Stati Uniti, imbustate e poi arrivate sino a me. Ovviamente son rimasto sorpreso da quanta strada abbiano fatto queste noci e il conseguente inquinamento prodotto nel loro trasporto.

Come ho già detto, uno dei pochi nostri effettivi poteri, è quello di consumatori. E allora perchè non scegliere prodotti a kilometro zero e, visto che ci siamo, anche di stagione? Per una pura coincidenza, le mie benedette noci, vengono raccolte proprio in questo periodo, anche qui in Italia. Quindi perchè dover acquistare un prodotto che arriva dall’altra parte dell’oceano? Con una breve ricerca su internet è possibile trovare i mercati degli agricoltori più vicini a casa nostra dove è possibile trovare prodotti di stagione originari del territorio circostante. Se siete interessati cercate su Google “Capagna Amica”. Per mia fortuna ce n’è uno vicino a casa mia, Alpignano, dove io mi rifornisco ormai da un annetto. Questo mi permette di acquistare direttamente dal produttore, risparmiando qualche soldo, e saltando tutta la filiera che aumenta i prezzi e l’inquinamento. Un altro vantaggio è quello di avere sempre frutta e verdura fresche e di stagione. Questo vuol dire che a volte mi sento rispondere che un ortaggio o un frutto non ci sono ancora, perchè non è periodo, ma sinceramente questo, invece di indispettirmi, mi rassicura perchè è sinonimo di sicurezza e qualità, almeno secondo me.

Questo è un modo per mantenere viva una sana e varia cultura alimentare oltre che un altro piccolo passo per uno stile di vita più sostenibile e maggiormente in sintonia con la terra, dalla quale, ricordiamocelo, dipendiamo.

Per questo mese io e le mie noci californiane vi salutiamo, dandovi appuntamento al prossimo mese. Bye bye!

Sotto questa doccia!

Pubblicato: 12 ottobre 2011 in Canta che ti passa!

A cura di Angela Lombardo

Dopo “cantando sotto la pioggia” e “cantando con le stelle” arriva “cantando sotto la doccia”, visibile in HD in tutte le case italiane, specie quelle con adolescenti, solitamente dalle h.19.00 in poi.

Al termine di una lunga giornata di lavoro, piuttosto che di un paio di ore di sport, si trova sempre un certo gusto a rincasare, togliersi le scarpe, spogliarsi e aprire l’acqua della doccia e aspettare che si riscaldi per evitare un brusco impatto con il gelo.

Si tira un bel sospiro di sollievo pensando : “anche oggi è andata” per poi avvicinarsi al box doccia…entrare rilassandosi e iniziare a insaponarsi, quando ad un certo punto, preso in mano lo shampoo si inizia a sentire qualcosa che sale, sale  (e non ci sono doppi sensi) e dopo pochi istanti ci si ritrova a urlare a squarcia gola le parole di qualche canzone.

Come spiegato dai Travis in “Sing”, cantare è già un’espressione di passione e scatenamento delle emozioni, e ancora di più quando uno è solo e di conseguenza più disinibito  e quindi non c’è gusto a cantare ingobbiti e a bocca socchiusa, si alza la testa e si spalancano le fauci, casomai agitando persino la chioma gocciolante (se uno ce l’ha) , ma non ancora coscienti del lago di Garda appena creato a pochi centimetri da noi.

Sicuramente adatte per questa situazione: “Fin che la barca va” o per chi predilige l’inglese, ma quello vero, non con strane parole inventate, propongo “Yellow Submarine”.

Per rendere tutto ancora più entusiasmante diamo allora il benvenuto a mitodocciamusica.it, un sito in cui i naviganti possono filmarsi sotto la doccia mentre cantano una canzone, sia questa classica, pop, rock o etnica e caricare on line il proprio video. Certo l’idea è originale ed a giudicare dalle prime esibizioni anche piuttosto divertente. Siamo o non siamo nell’era dei reality? Si potrebbe intitolare la musica messa a nudo, ma i video sono assolutamente casti, si esalta invece la musica come intima ed irrinunciabile passione e come spontanea manifestazione di energia e benessere. A coloro che parteciperanno verrà inviato a casa un Microfono doccia MITO, gadget assolutamente imperdibile per chi vuole migliorare le proprie performance live alla Gene Kelly.

Sul web è possibile trovare svariate pagine che trattano questo argomento, su “nonciclopedia” è anche disponibile una guida, che ti segue passo passo durante questa specialità.

Dopo una premessa in cui è spiegato il minimo indispensabile per iniziare, bisogna occupare il bagno ed iniziare a caricarela fantasia.

Inizia poi la prima fase, quella di riscaldamento e “insaponamento”, si passa poi alla fase due in cui si scelgono lo stile e la modalità: hard rock, jazz, musica italiana, ecc.

Si arriva poi all’ultima fase: uscita dalla doccia e conseguente uscita dal bagno, è un testo di semplice lettura e molto utile per chi decidesse di cimentarsi in  questo “sport”.

Adesso senza troppi giri di parole, scaldate le corde vocali, controllate se c’è tutto in doccia e se siete davvero soli in casa (perché non tutti siamo Giorgia o Elton John)…e  BUON CONCERTO!

Baci di dama

Pubblicato: 7 ottobre 2011 in Il consiglio dello chef

A cura di Carlo Adamo

UN PO’ DI STORIA:

I baci di dama sono originari della città di Tortona in Piemonte, dove nacquero più di un secolo fa: da allora, tutt’oggi i baci di dama vengono fatti con gli stessi ingredienti e la stessa forma, nella quale risiede la ragione del loro nome, che deriva infatti dalla composizione del dolce, formato dei due biscottini profumati e friabili che si fondono in un bacio al cioccolato fondente.

La ricetta dei baci di dama si può realizzare sia con le nocciole che con le mandorle; l’aggiunta di cacao all’impasto è una variante, poiché i baci di dama originali vengono realizzati senza.

■ Preparazione

Per preparare i baci di dama, mettete le mandorle nel vaso del mixer e frullatele insieme allo zucchero, che servirà ad assorbire l’olio che sprigioneranno le mandorle. In una ciotola aggiungete il burro morbido (ma non molle) tagliato a pezzi, la farina  e le mandorle tritate e cominciate ad amalgamare con le mani.

Quindi aggiungete all’impasto la buccia d’arancio grattugiata, l’essenza di vaniglia, e il grosso pizzico di sale. Impastate il tutto fino ad ottenere un unico panetto, avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno un’ora.

Una volta che l’impasto si sarà rassodato, suddividetelo in tanti bastoncini, da cui poi taglierete delle piccole porzioni di impasto (di circa 6-8 gr) che utilizzerete per formare delle palline. Disponete le palline di impasto su una placca da forno, foderata con l’apposita carta. Rimettete di nuovo le palline così formate in frigorifero per almeno altri 30 minuti. Dopodiché infornate e lasciate cuocere in forno statico a 160 gradi per circa 20 minuti, o fino a che la base del biscotto non si sarà dorata; se utilizzate il forno ventilato, la temperatura sarà di 135 gradi.

Nel frattempo fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria, oppure nel forno a microonde. Quando i biscotti saranno cotti, lasciateli raffreddare. Aiutandovi con un cucchiaino o con una siringa, disponete il cioccolato sciolto (lasciatelo raffreddare fino a che risulti piuttosto denso) sulla parte piatta del biscotto e ricoprite delicatamente con un altro biscotto. Mettete i baci di dama su di un vassoio e lasciate che il cioccolato indurisca, poi potrete servire i vostri deliziosi baci di dama.

Pet Therapy

Pubblicato: 3 ottobre 2011 in Uncategorized

La pet therapy, o zoo terapia è una terapia che sfrutta i benefici che gli animali hanno sugli esseri umani.
Gli obiettivi delle pet therapy sono  finalizzati al miglioramento delle condizioni fisiche, sociali ed emotive delle persone sotto terapia la cui prescrizione necessita della  presenza di una équipe multidisciplinare, a seconda del paziente e della patologia da trattare.

L ’attività terapeutica  puo:
Migliorare e/o incrementare l’interazione verbale e l’elaborazione del linguaggio, l’attenzione e la concentrazione.
Aumentare  la fiducia, l’autostima, la sicurezza in se stessi.
Riduce l’ansia e la solitudine.
Migliora i concetti cognitivi e la memoria a breve e lungo termine.
Serve ad aiutare nel  movimento fisico a misura delle possibilità del disabile.
Aiutare ad apprendere ed interiorizzare il senso di responsabilità.
Fungere da valvola di sfogo emotivo.
Aumentare le capacità fisiche e motorie.

Ed è consigliata per:
Isolamento, solitudine , malinconia,  depressione.
Inibizioni,  difficoltà relazionali e di comunicazione.
Stress,conflittualità,comportamenti violenti.
Malattie neurologiche ( morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, sclerosi  multipla, demenza, paralisi cerebrale, ictus ecc….).
Disordini dello sviluppo (sindrome di Down,autismo,ecc..).
Patologie cardiovascolari.
Disturbi psichiatrici.

I cani utilizzati in questa attività devono essere socievoli, devono essere educati ed addestrati a rispondere prontamente ai segnali, sono cani che devono amare il contatto con le persone e devono essere molto pazienti.